Museum of Operation Avalanche

Museum of Operation Avalanche

Vivere il MOA... fa bene al cuore

Museum of Operation Avalanche​

Il prossimo 25 maggio, avremo il profondo onore di accogliere una delegazione di eccezionale rilievo internazionale: il Console Generale degli Stati Uniti d’America, Terrence Flynn, e il dott. David Eisenhower II, stimato accademico, storico e nipote del Generalissimo e Presidente Dwight D. Eisenhower.

Questa straordinaria visita rappresenta un momento di altissimo valore per la nostra realtà. Sarà l’occasione per custodire, celebrare e tramandare i legami storici indissolubili che uniscono il nostro territorio alla storia americana, mantenendo vivo il ponte della memoria tra passato e futuro.

Accogliere il dott. Eisenhower e il Console Flynn, insieme a un prestigioso gruppo di ospiti internazionali, è il coronamento di un impegno costante nella valorizzazione della storia e della cultura scientifica e divulgativa.

📍 Lunedì 25 Maggio Un viaggio speciale nel cuore della memoria, per riaffermare i valori di libertà e cooperazione internazionale che ci uniscono.

Museum of Operation Avalanche​

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Urla la sirena del castello, più attutita geme quella della villa.

Tra questi due urli un rombo di motori nell’aria.

Attraverso i vetri, spaventati, vedo abbassarsi gli uccelli, tace il coro delle cicale.

Nei cuori si ridesta più forte la pena e le preghiere s’alzano d’un tono.

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

“D’improvviso, rombi di motori nell’aria e urla la sirena. Sono le undici e trenta. Passano gli apparecchi. Quanti? A volta bassi così che pare siano sulle case. Ed ecco che s’odono colpi lontani, poi più vicini, forti così che tremano le porte e i vetri delle finestre.” “Eboli 1943-’44: diario di una donna”
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“L’aria si riempie d’improvviso del ronzare possente di pesanti apparecchi che s’accostano.

È il respiro, l’ansare intermittente, caratteristico dei motori americani.

Vengono a precipizio. Scoppiano con cupi sordi rumori, lanci di bombe vicini e lontani. E l’ululo della sirena risuona in quel trambusto.”

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

“Gente arriva da Eboli, gente scende e conferma la notizia.

La città è stata conquistata, duramente, ma gli inglesi e gli americani danno le sigarette profumatissime, le caramelle, le marmellate e la gente dimentica, forse ha già dimenticato. La vita è fatta così.

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

Museum of Operation Avalanche​​

“Quelli che si illudevano di sbarcare senza che i tedeschi se ne accorgessero erano pazzi : ci stavano aspettando “

John Steinbeck “C’era una volta una guerra”

“Non sembrava come se li stessero ammazzando davvero, sembrava più una specie di film”

John Steinbeck “C’era una volta una guerra”

“Sorvolammo Salerno dove era possibile distinguere perfettamente le alberature delle navi affondate che spuntavano dall’ acqua “

Robert Capa “Leggermente fuori fuoco”

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“Corpi carbonizzati, scafi semi sommersi di navi e di mezzi da sbarco, bandiere al vento sopra le bianche croci dei primi cimiteri americani in terra europea : ecco quello che Salerno significò per noi “.

Robert Capa “Leggermente fuori fuoco”

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“I corpi giacciono ammucchiati sul ciglio della strada e prima di calarli nelle fosse gli staccano una delle due targhette di riconoscimento così si potrà sapere che il soldato con quel numero di matricola è morto e per lui la guerra è finita”

John Steinbeck “C’era una volta una guerra”

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