Moa Musem | Moa Museum
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“Urla la sirena del castello, più attutita geme quella della villa.

Tra questi due urli un rombo di motori nell’aria.

Attraverso i vetri, spaventati, vedo abbassarsi gli uccelli,

tace il coro delle cicale.

Nei cuori si ridesta più forte la pena e le preghiere

s’alzano d’un tono.”

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

“D’improvviso, rombi di motori nell’aria e urla la sirena.

Sono le undici e trenta. Passano gli apparecchi.

Quanti? A volta bassi così che pare siano sulle case.

Ed ecco che s’odono colpi lontani, poi più vicini,

forti così che tremano le porte e i vetri delle finestre.”

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

“L’aria si riempie d’improvviso del ronzare

possente di pesanti apparecchi che s’accostano.

È il respiro, l’ansare intermittente,

caratteristico dei motori americani.

Vengono a precipizio.

Scoppiano con cupi sordi rumori, lanci di bombe vicini e lontani.

E l’ululo della sirena risuona in quel trambusto.”

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

“Gente arriva da Eboli, gente scende e conferma la notizia.

La città è stata conquistata, duramente,

ma gli inglesi e gli americani danno le sigarette profumatissime,

le caramelle, le marmellate e la gente dimentica,

forse ha già dimenticato. La vita è fatta così.

“Eboli 1943-’44: diario di una donna”

“Quelli che si illudevano di sbarcare

senza che i tedeschi se ne accorgessero erano pazzi :

ci stavano aspettando “

John Steinbeck “C’era una volta una guerra”

“Non sembrava come se li stessero ammazzando davvero,

sembrava più una specie di film”

John Steinbeck “C’era una volta una guerra”

“Sorvolammo Salerno

dove era possibile distinguere

perfettamente le alberature delle navi

affondate che spuntavano dall’ acqua “

 Robert Capa “Leggermente fuori fuoco”

“Corpi carbonizzati, scafi semi sommersi di navi

e di mezzi da sbarco, bandiere al vento

sopra le bianche croci dei primi cimiteri americani

in terra europea :

ecco quello che Salerno significò per noi “.

Robert Capa “Leggermente fuori fuoco”

“I corpi giacciono ammucchiati sul ciglio della strada e prima di

calarli nelle fosse gli staccano una delle due targhette di

riconoscimento così si potrà sapere che il soldato con quel

numero di matricola è morto e per lui la guerra è finita”

John Steinbeck “C’era una volta una guerra”